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I volti della canapa

Anni di viaggi in tutta Italia per raccontare il dolore, le speranze e le lotte di pazienti che hanno deciso di curarsi con la cannabis.
di Maria Novella De Luca
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Project Description

I volti della canapa è un viaggio attraverso cui viene aperto il microfono a persone spesso inascoltate dallo Stato.

Curarsi attraverso la cannabis terapeutica, in Italia, rappresenta ancora un tabù. Miglioramenti fisici, psicologici ed esistenziali vengono spesso scambiati per pretese ideologiche. Ma queste storie, quelle di chi avrebbe diritto a trattamenti palliativi non sempre garantiti, fanno da sfondo a una battaglia di civiltà. Come potrebbe essere definito, del resto, il tentativo di attenuare le conseguenze di malattie che nessuno dei protagonisti di questo libro si è andato a cercare?

Se è vero, come sosteneva Ansel Adams, che una fotografia non si scatta, ma si crea, è altrettanto vero che questo fine si persegue, a volte, passando per vicende estremamente personali.

Gli appunti di viaggio di Maria Novella De Luca sono stati presi in punta di piedi, chiedendo ‘permesso’ e cercando di non invadere troppo gli animi e l’intimità di chi, come Claudia, Luciano, Serena e Osvaldo, si è reso disponibile al racconto.

I volti della canapa è un percorso che fotoreporter e pazienti hanno intrapreso insieme. Sono nate amicizie mai più messe in discussione. Ed è nata, soprattutto, una consapevolezza: dalla sclerosi multipla, dal cancro e da altre patologie rare è difficile scappare, ma provare a stare meglio, al contempo, non può essere considerato un crimine o una stranezza.
I volti della canapa di Maria Novella De Luca
Ecco perché “I volti della canapa” vuole soprattutto rendere nota ai lettori la persistenza di alcune difficoltà legate a disinformazione e burocrazia.

Ma qual è l’utilità di questa cannabis terapeutica?
La domanda è lecita. Di confusione, attorno a quest’argomento, se ne fa ancora tanta.
“Quando un dottore non ha una risposta, c’è la morfina”, dice Osvaldo. “Con la cannabis, la mia bambina è più presente e partecipe”, spiega la mamma di Serena. “Voglio curarmi evitando la dipendenza.
La cannabis mi fa stare meglio, mi aiuta con nausea e vomito e mi fa dormire la notte”, racconta Claudia.

Il viaggio di Maria Novella De Luca passa sì dalle narrazioni di chi ha sperimentato gli effetti positivi di questo genere di terapia, ma anche per i pareri di quei medici chiamati a cucire addosso ai pazienti “un vestito” ad hoc. Quello in grado di alleviare sofferenze altrimenti incontrastabili.

I volti della canapa è un lavoro che non ha né un punto di partenza né uno d’arrivo. L’intero Paese è interessato dagli sforzi di chi cerca un po’ di serenità. Non c’è una pretesa di esaustività in questo libro.
C’è, però, la necessità di asserire che chi ha trovato la forza di raccontare, non può continuare a lottare da solo. Loro e tutte le persone costrette, per lo stesso motivo, ad avere a che fare con ASL inadempienti o disinformate, flaconi che non arrivano o dosi non sufficienti.

Maria Novella De Luca ha viaggiato tra Arezzo, Firenze, Taranto, Grottaglie, Foggia, Lecce, Bologna, Roma, Siracusa, Genova e Mestre. Zaino in spalla, scarpe comode e un po’ di ritrosia nell’irrompere in vite segnate dalla malattia. “Sei una fotografa, devi fotografare”: sono stati gli stessi protagonisti a spingere affinché questo lavoro arrivasse a destinazione.

Adesso ci siamo, i volti della canapa è pronto, ma dipende anche da voi! è possibile che il libro in questione poi finisca in qualunque dimenticatoio o in una qualsiasi soffitta impolverata, la battaglia di Claudia, Luciano, Serena, Osvaldo e di tutti gli altri invece, no!

Specifiche libro

Larghezza:21cm
Altezza:19,5cm
Pagine:112
Copertina:Soft cover
Lingue:Italiano

Author Informations

NomeMaria Novella De Luca
Paese 

Biografia

Nata ad Alatri dopo la laurea in Lingue con specializzazione in informazione e comunicazione inizia la carriera di fotografa come assistente di Corrado Falsini, fotografo del Teatro dell’Opera di Roma. Successivamente collabora come fotoreporter presso le agenzie Ansa, AGF, Agi e Milestone pubblicando sulle maggiori testate nazionali come Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Messaggero, Oggi e Left. Lavora come fotografa free lance, realizza documentari industriali off-shore per la società Micoperi, per cui ha seguito la rimozione della Costa Concordia. Collabora con alcune ong come Apurimac Onlus, Green Farm Movement per la realizzazione di foto e video documentari in Africa.

Ha realizzato reportage sociali e di viaggio in Mozambico, Nigeria, Libano, Siria, Turchia, Cuba, Chiapas, Guatemala e Nicaragua.

Ha collaborato con l’associazione Shoot for Change per cui ha realizzato il reportage “Cosa c’è dietro una tazza di caffè“ sulla raccolta del caffè in Chiapas.

Tra gli ultimi lavori la missione Search and Rescue Moas Cri con Croce Rossa a largo della Libia. Ha realizzato reportage sociali nel kurdistan turco e siriano nella città di Kobane. Dal viaggio a Kobane ha presentato la mostra fotografica “Kobane: il forno che resiste”.

Da quattro anni gestisce uno studio fotografico nella città di Alatri dedicato ai bambini e alle donne incinte.

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